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Vademecum - Appendice 1 - I progetti extrascuola nel territorio provinciale



I servizi/progetti extrascuola
nel territorio provinciale

Attraverso l’attività di ricerca svolta intorno alle esperienze dei progetti dell’extrascuola[2]  si è potuto registrare che negli ultimi anni si è verificata una progressiva diffusione di questi servizi in tutta la provincia. Alcuni tratti emergono in modo chiaro:
  • nel corso degli ultimi anni si è verificato un significativo incremento del numero di progetti e servizi extrascuola, passando da 127 progetti rilevati nel 2003 a 219 nel 2008 e 215 nel 2010
  • l’incremento ha interessato, seppure con diversa intensità, quasi tutti gli Ambiti Territoriali
  • nel 2007 in poco meno della metà (e più precisamente nel 45%) dei comuni della provincia di Bergamo erano attivi uno o più servizi extrascuola
  • nonostante il trend di crescita rilevato, ogni anno si registra una quota non trascurabile di progetti che interrompono la loro attività: la “mortalità” registrata fra il 2003 e il 2007 è pari al 15%

Il radicamento dei progetti extrascuola
Analizzando i dati relativi ai soggetti che collaborano alla promozione, realizzazione e gestione dei progetti emerge una conferma dell’immagine dei servizi extrascuola come risultato di un’azione comune che si va consolidando, nei diversi territori, tra famiglia, scuola e territorio: nel 2007 il 65% dei progetti intratteneva rapporti di collaborazione stabili tra partner diversi per l’attuazione dei progetti, prevedendo modalità di raccordo specifiche con la scuola nel 94% dei progetti censiti e con le famiglie nell’87%. Fra i soggetti promotori di questi servizi i Comuni sono i più imprenditivi, essendo titolari di circa il 40% dei progetti nel 2007, mentre scuole, parrocchie e associazioni si dividono equamente la quota rimanente.

I progetti extrascuola nei 14 Ambiti Territoriali Raffronto ‘03 - ’07 – ’08 – ’10  (valori assoluti)

Ambito Territoriale
2003
n. prog.
2007
n. prog.
2008[2]
n.
prog.
2010[2]
n.
prog.
1 – Bergamo 24 43 37 45
2 - Dalmine 17 26 30 23
3 - Seriate 11 9 16 13
4 - Grumello del Monte 4 6 9 6
5 - Val Cavallina 8 15 23 22
6 - Basso Sebino - 2 6 6
7 - Alto Sebino 9 1 4 4
8 - Val Seriana 9 25 21 19
9 - Valli Seriana Sup. e Valle Scalve[3] 3 4 3 5
10 - Val Brembana 2 10 11 14
11 - Valle Imagna 9 11 13 11
12 - Isola Bergamasca 20 20 26 17
13 - Treviglio 4 13 13 22
14 - Romano di Lombardia 7 8 7 8
  127 193 219 215


Tre tipi di progetti
Le ricognizione svolte, oltre a fornire una dimensione della diffusione dei progetti extrascuola in rapporto alle diverse aree territoriali della provincia, hanno consentito di analizzare le componenti che qualificano le esperienze svolte, permettendo di delineare tre tipologie ricorrenti di servizi:
  1. Solo compiti. Servizi che hanno come oggetto di investimento esclusivo o prevalente il rafforzamento dell’attività didattica proposta dalla scuola. La loro programmazione può prevedere attività relative allo svolgimento dei compiti e al supporto nello studio, interventi di recupero scolastico o di alfabetizzazione in orario extracurricolare. Molti servizi, pur rivolgendosi alla generalità dei ragazzi, coinvolgono in prevalenza ragazzi stranieri o con problemi di rendimento scolastico. Nati per prevenire situazioni di disagio o di rischio correlate all’insuccesso scolastico, si pongono obiettivi che fanno riferimento allo sviluppo di interesse e motivazione nei confronti dell’esperienza scolastica, all’assunzione di metodi di studio adeguati allo specifico profilo cognitivo del ragazzo e all’aumento del livello di autostima.
  2. Compiti e aggregazione. Servizi che propongono in modo complementare sia attività di supporto compiti e studio assistito, sia attività ludiche e ricreative in forma strutturata o libera, laboratori espressivi, attività sportive e momenti di convivialità. Gli obiettivi educativi, in questi progetti, fanno maggiormente riferimento ad aspetti relazionali, allo sviluppo di competenze espressive e sociali e alla capacità di confrontarsi con le regole, oltre che all’incremento dei livelli di autostima, di autonomia personale e del senso di appartenenza al territorio.
  3. Attività animative ed espressive. Iniziative di varia natura che, pur non proponendo attività attinenti i compiti e lo studio, sono orientate allo sviluppo di competenze complementari agli obiettivi formativi della scuola: laboratori che promuovono opportunità di socializzazione mirate all’integrazione di alunni disabili o stranieri, laboratori di produzione artistica e letteraria, gruppi musicali o teatrali di istituto, percorsi di educazione interculturale o di sensibilizzazione alla solidarietà, esperienze di protagonismo e di partecipazione sociale. In alcuni casi tali iniziative sono attivate all’interno di progetti territoriali finalizzati allo sviluppo di reti sociali ed educative.

Potenzialità e insidie pedagogiche
Il lavoro di analisi e riflessione svolto nel corso degli anni ha permesso di comprendere meglio il ruolo strategico che questo tipo di servizi/progetti può svolgere, oltre che all’interno delle comunità locali, anche in riferimento alle politiche sociali territoriali a sostegno dei minori e della famiglia, collocandosi in un punto di convergenza fra le responsabilità educative della famiglia, della scuola e del territorio e valorizzando molte delle risorse educative “naturali” di un territorio: genitori, insegnanti, volontari, giovani, educatori, ecc.
Accanto alle indubbie potenzialità dimostrate dalle esperienze di extrascuola sono però emerse anche alcune “insidie pedagogiche”, che devono essere attentamente considerate. In particolare:
  • il rischio di aumentare la ghettizzazione sociale di chi fa fatica, quando i ragazzi con problemi sociali rischiano di ritrovarsi (solo) tra loro, senza una scambio sociale allargato, con un forte impoverimento relazionale sia orizzontale che verticale. Accade allora che l’intenzione di integrare si trasformi inconsapevolmente in una doppia emarginazione: al mattino in classe, al pomeriggio nell’extrascuola
  • il rischio di omologazione dei bisogni e dei problemi attraverso interventi generici e semplicistici: domande e problemi diversificati di apprendimento richiedono interventi diversi e specifici
  • il rischio della presa in carico di problematiche complesse con strumenti e professionalità deboli e inadeguati, che portano spesso a esprimere e ad accettare deleghe impegnative, con un eccesso di presunzione in chi opera, senza specifiche competenze, senza una progettualità definita, senza un’adeguata condivisione in rete dei problemi e delle risorse e senza il supporto della formazione e del confronto con altre esperienze.

Una varietà ricca di potenzialità educative

Il quadro complessivo restituito dalle diverse analisi svolte evidenzia con chiarezza che non esiste un unico modello di extrascuola, ma convivono innumerevoli modalità di farsi carico insieme dell’impegno a garantire il diritto dei ragazzi e delle ragazze all’apprendimento e alla cultura
Le potenzialità dei servizi/progetti extrascuola possono essere concretizzate soltanto assumendo scelte pedagogiche consapevoli e operando traduzioni organizzative coerenti, a partire da una condivisione della progettazione e della attuazione da parte di famiglie, scuole e territorio e all’interno delle politiche locali




[2]  Nel 2004 e nel 2007, attraverso un apposito questionario, sono state svolte due ricognizioni sui servizi extrascuola attivi in provincia di Bergamo nell’ a.s. 2003-2004 e nell’a.s. 2006-2007. Di queste due ricognizioni sono stati elaborati due report resi pubblici nel 2005 e nel 2007.
Nel 2008 e 2010 si sono svolti due aggiornamenti dei dati, questa volta senz l’utilizzo di questionari, ma attraverso la semplice comunicazione dei progetti attivi da parte dei referenti territoriali. In considerazione della  varietà dell’articolazione dei progetti (ad es. progetti su più sedi o su più comuni o progetti sovra comunali) non sempre negli aggiornamenti sono stati utilizzati criteri omogenei, per cui non è opportuno procedere a confronti diretti fra i dati quantitativi dei diversi territori

[3]  I servizi/progetti indicati interessano più comuni (n. 16 nel 2010)
Un punto di incontro per chi opera per il diritto dei ragazzi e delle ragazze all’apprendimento e alla cultura