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Vademecum - Gestire extrascuola



   Cosa significa gestire l’extrascuola?
   Chi è chiamato a gestire l’extrascuola?
   Quali azioni intraprendere per una efficace gestione?
   Senza dimenticare i rischi!
   Bisogna sapere che …
   Check list




















 
     Cosa significa gestire l’extrascuola?
La gestione di un progetto extrascuola si esprime in primo luogo in un’intensa attività di programmazione, uno sforzo collettivo per pensare e allestire il giusto “sfondo” ai processi educativi e di apprendimento che si intendono sviluppare. Proprio come avviene per la scenografia teatrale, è questo sfondo che genera l’atmosfera e il clima particolare, conferisce significatività originale alle relazioni che si giocano sul palcoscenico quotidiano dell’extrascuola e ne fanno un luogo dalle innumerevoli potenzialità educative e preventive.
Come in alcuni generi teatrali viene dato ampio spazio all’improvvisazione, analogamente sulla scena dei servizi extrascuola, lo staff progettuale è chiamato a esercitare, oltre alle competenze programmatorie, notevoli capacità di flessibilità dinanzi all’imprevedibilità delle relazioni educative e alla complessità delle diverse attività, sia quelle pianificate, sia quelle impreviste.
Affinché sfondo, attività e attori convergano in una trama narrativa coerente e dotata di senso pedagogico è necessario che venga assicurata anche la presenza di una regia forte, che si traduce in una specifica attenzione al tema del coordinamento e alla gestione delle risorse umane.


 
     Chi è chiamato a gestire l’extrascuola?
La gestione di un servizio extrascuola implica l’impegno coordinato di tutta una serie di figure che operano nel servizio con differenti ruoli, compiti e responsabilità. I gruppi di lavoro incaricati della gestione di un progetto possono essere variamente composti, ma alcune funzioni risultano essere particolarmente importanti:
  • responsabile: la figura incaricata della responsabilità gestionale del progetto, che mantiene raccordi con i soggetti promotori e garantisce la coerenza fra l’attività del servizio e il mandato assegnato;
  • coordinatore (può accorpare anche la funzione di responsabile): ha il compito di assicurare integrazione tra i contributi dei diversi soggetti coinvolti nella gestione; inoltre pone in essere le iniziative necessarie per sviluppare e valorizzare le competenze di ciascuno, predisponendo momenti di confronto e valutazione, proposte formative, interventi di supervisione;
  • educatori: le persone (es. educatori professionali, adulti volontari, ex-insegnanti, genitori) incaricate di gestire le attività garantendo la coerenza tra obiettivi, azione effettiva e relazioni educative;
  • esperti e maestri d’arte: figure con competenze specifiche (individuate fra professionisti, volontari o anche genitori stessi) alle quali è richiesto di condurre attività particolari o laboratori;
  • animatori e collaboratori: si tratta di giovani volontari o studenti (di scuole superiori o università) coinvolti per rendere più stimolante il contesto e sviluppare attenzioni individualizzate;
A tutte le figure, “professioniste” e no, che assumono una funzione educativa è richiesta professionalità, intesa come disponibilità a un impegno continuativo e programmato e capacità di operare in un contesto organizzativo complesso.
A chi interviene a titolo professionale è chiesto in specifico di mettere in campo le competenze e le chiavi di lettura peculiari sviluppate attraverso la propria formazione e l’esperienza maturata nel settore, in particolare nelle situazioni in cui è richiesta l’assunzione di responsabilità attribuite a livello formale e normativo a specifiche professionalità, come ad esempio nell’ambito dei progetti di collaborazione con servizi di tutela e assistenza sociale.
D’altro canto è utile sottolineare che la presenza di volontari costituisce un significativo indicatore di quanto il progetto si configuri in termini di “impresa di comunità” concretizzando l’impegno di una comunità locale a sostegno dei processi di apprendimento delle giovani generazioni.
 

     Quali azioni intraprendere per un’efficace gestione?
Come si è visto, la gestione di un servizio extrascuola prende avvio da un’azione di programmazione che impegna lo staff educativo a comporre in modo pensato un insieme di attività (esecuzione compiti, gioco, laboratorio …), momenti a valenza simbolica (il cerchio dell’accoglienza e del saluto, la merenda insieme, altri spazi di convivialità …) e opportunità di rielaborazione delle esperienze, cercando di coinvolgere attivamente i ragazzi e di rispondere alle domande educative delle loro famiglie.
In questa fase si tratta di trovare il giusto equilibrio fra attività diversificate, di tipo scolastico e ludico, strutturate e destrutturate, individuali e collettive, espressivo e partecipativo, in modo tale da sollecitare la più ampia gamma di interessi e competenze presenti in ciascun ragazzo e di permettere ai diversi talenti di esprimersi e manifestarsi, ponendo cura alla costruzione di un clima relazionale che incoraggi la ricerca e l’espressione delle proprie specificità, in termini di limiti, potenzialità e talenti personali, e stimoli a sperimentarsi in legami di fiducia e di appartenenza.
Oltre che nella programmazione, lo staff educativo del servizio è impegnato anche nell’organizzazione e nella gestione operativa delle diverse proposte in collaborazione con insegnanti, esperti, maestri d’arte e animatori.
Particolare rilievo viene assegnato in diversi servizi/progetti al momento del supporto scolastico, operando su diversi versanti: lo svolgimento dei compiti, l’accompagnamento in percorsi di recupero scolastico, lo sviluppo di autostima e di motivazione all’apprendimento, l’acquisizione di un metodo di studio,  ecc.
Un’altra proposta assai diffusa fra i servizi extrascuola è quella dei laboratori orientati a stimolare l’apprendimento attraverso esperienze di ricerca e di sperimentazione, di partecipazione e di protagonismo. A seconda dei casi si può trattare ad esempio di laboratori espressivi, manuali, percorsi di ricerca per la conoscenza del territorio e della sua storia, interventi animativi per facilitare le relazioni, ecc.
Una componente essenziale dell’extrascuola è inoltre costituita dai momenti aggregativi e ludici, che possono costituire delle interessanti palestre di sviluppo delle competenze sociali e relazionali dei ragazzi. Si può trattare del momento della merenda insieme, dei tempi riservati al gioco libero, delle partite di calcio improvvisate, del semplice stare insieme per chiacchierare o per divertirsi con i giochi in scatola nei giorni di pioggia.
Tutte queste proposte, oltre ad avere un valore in sé come opportunità  per stimolare nell’intero gruppo dei ragazzi il desiderio, la motivazione nei confronti del sapere, e l’acquisizione di competenze diversificate, costituiscono anche dei momenti privilegiati per l’incontro più individualizzato e per esercitare attenzioni educative mirate nei confronti di ciascun ragazzo.
Dal momento che le competenze gestionali e, in particolare, quelle educative non si acquisiscono una volta per sempre, ma si sviluppano mentre si fa esperienza, è importante prevedere occasioni di confronto intorno a eventi critici, a problematiche ricorrenti, interventi di supervisione e di formazione, momenti di valutazione del proprio operare e dei risultati conseguiti.
Un servizio che riesce ad affiancare al “fare” adeguati spazi dedicati al “pensare” e all’“apprendere dall’esperienza” ha maggiori possibilità di consolidare il suo agire nel presente e migliori capacità di cogliere per tempo i cambiamenti che attraversano le condizioni e i bisogni dei ragazzi e delle loro famiglie, in modo da poter rispondere in termini di innovazione alle sfide che si proporranno nel futuro.


     Senza dimenticare i rischi!
Di certo la scuola, quale luogo deputato all’insegnamento, è lo spazio con il maggior riconoscimento sociale per lo sviluppo degli apprendimenti. È quindi importante che esistano progetti e servizi che si propongono di aiutare i ragazzi a sfruttare appieno le opportunità offerte dalla scuola, svolgendo un’azione di supporto nell’esecuzione dei compiti o nello studio, aiutando ad appianare le lacune accumulate o accelerando l’acquisizione degli strumenti linguistici e culturali necessari per lo studio.
Esistono però anche numerosi ambiti di carattere meno formale o, addirittura, informale che generano apprendimenti in grado di integrare e rinforzare l’azione svolta dalla scuola. Se i servizi extrascuola trascurano questo aspetto, riproducendo in modo speculare nel pomeriggio i meccanismi educativi proposti dalla scuola durante la mattina, rischiano di disperdere gran parte del proprio potenziale specifico. Cosi diversi servizi/progetti extrascuola hanno sperimentato un repertorio di strumenti e opportunità di apprendimento diversi e complementari rispetto a quelli della scuola: gruppi di lavoro, forme di tutoring fra pari o da parte di ragazzi più grandi, percorsi di recupero o di supporto guidato in occasione di verifiche ed esami, ma anche percorsi e laboratori di ricerca o di espressione creativa e artistica, ecc.
Per molti ragazzi la possibilità sperimentare il successo in alcuni ambiti della propria quotidianità contribuisce a sviluppare maggiore autostima, a incrementare la motivazione allo studio e incoraggia a scoprire ed apprezzare il carattere originale della propria intelligenza.
Nei progetti occorre prestare attenzione al rischio di un attivismo fine a se stesso, che dispiega una vasta gamma di iniziative, senza alcuna finalizzazione educativa e alcuna attenzione allo sviluppo e all’accertamento degli apprendimenti.


Bisogna sapere che …
L’attività di supporto scolastico pomeridiano ha rappresentato storicamente un nucleo attorno al quale si sono sviluppate molte esperienze extrascolastiche e costituisce ancor oggi un contenuto importante. L’aiuto nei compiti e nello studio, che viene generalmente proposto con l’intento di offrire maggiori opportunità di successo scolastico ai ragazzi, assume nei vari progetti connotazioni differenti. A seconda dei casi può essere mirato a:
  • sviluppare competenze di base, come nel caso dei ragazzi stranieri che sono giunti di recente nel nostro Paese e non possono avvalersi dell’aiuto di familiari;
  • aiutare i ragazzi a individuare una organizzazione del tempo e un metodo di studio che consentano loro di adempiere in modo più adeguato e senza dispersione di energie alle richieste della scuola;
  • accrescere la motivazione rispetto allo studio, ad esempio facendo i compiti insieme ai compagni, lavorando in piccolo gruppo con un adulto accogliente e non giudicante, sperimentando modalità di lavoro più coinvolgenti.
Il termine “laboratorio” non definisce qualsiasi tipo di attività pratica o manipolativa proposta in modo interattivo ai ragazzi, ma fa riferimento ad un metodo particolare di generare apprendimenti. Si costituisce, infatti, intorno a un gruppo di ragazzi che è motivato a raggiungere un esito non dato a priori e che definisce in itinere il percorso verso una meta condivisa. In questo cammino il gruppo è supportato da un facilitatore che, anziché fornire risposte o conoscenze, orienta, sollecita l’esercizio di un pensiero creativo, canalizza le energie di tutti.
Anche i momenti destrutturati (gioco libero, socializzazione) – che vedono la figura adulta in una posizione decentrata, in un ruolo di presenza discreta, orientata all’osservazione, all’ascolto, all’essere suggeritori più che istruttori o guide – hanno un forte valore educativo. Costituiscono infatti un’importante risorsa all’interno dei servizi educativi, in particolare per sviluppare competenze relazionali e sociali, per stimolare la spontaneità e l’autonomia, per sollecitare una maggiore consapevolezza di sé.
 

Check list 
Alcune domande possono aiutare a orientare o verificare la  realizzazione del processi gestionali:
  • Le attività proposte sono coerenti con le finalità e gli obiettivi dichiarati del servizio?
  • Tutte le figure impegnate nella gestione del servizio sono state fatte partecipi dei significati pedagogici attribuiti alle diverse attività proposte (supporto scolastico, laboratori, momenti aggregativi e ludici …)?
  • Sono definiti con chiarezza i ruoli di coloro che operano all’interno del servizio? C’è condivisione rispetto alle funzioni e alle responsabilità attribuite alle figure professionali e ai volontari?
  • È contemplata la partecipazione attiva e propositiva dei ragazzi? E’ prevista qualche forma di coinvolgimento anche dei genitori?
  • Sono presenti momenti e strumenti di supporto rivolti alle diverse figure educative: incontri di confronto, momenti di supervisione, partecipazione a iniziative formative?
  • Il servizio prevede tempi specifici dedicati alla valutazione che coinvolgano i diversi soggetti impegnati nel progetto?
Un punto di incontro per chi opera per il diritto dei ragazzi e delle ragazze all’apprendimento e alla cultura