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Bacheca - Esperienze

2008
Progetto o servizio al quale è riferita

Progetto Punto e Virgola Sovere BG)
Ente titolare

Coop. Sebina di Castro BG)
Ente gestore

Coop. Sebina di Castro BG)
Progetto di supporto psicopedagogico fra scuola ed extrascuola

Il progetto Punto e Virgola partiva dall’idea di costruire un progetto extra scuola fortemente integrato con la realtà scolastica. Il contesto è una frazione di Sovere che con l’apertura per ospitare il progetto della ex scuola della frazione si è di rianimata e ha adottato di fatto il progetto come proprio L’analisi dei bisogni attivata congiuntamente alla scuola metteva in evidenza la seguente situazione a Sovere. I dati dell’Ufficio Scolastico Provinciale riferiti all’anno scolastico 2006/2007 per quanto riguarda la scuola primaria rilevavano per Sovere rispetto agli iscritti in Quinta un 6,67% di alunni in ritardo contro il 5,34 % provinciale. Il dato rispetto all’anno precedente era in aumento rispetto alla percentuale. Nella scuola secondaria di primo grado nell’anno scolastico 2006/2007 a Sovere il 36,25% degli alunni veniva licenziato con la votazione di sufficiente il che faceva presagire a difficoltà nel proseguimento degli studi. Un questionario distribuito dalla Cooperativa a 400 alunni frequentanti la scuola primaria e secondaria di primo grado di Sovere metteva in evidenza come 141 famiglie sentissero l’esigenza dell’attivazione di un progetto extra scuola nel Comune. Al classico lavoro di un progetto extrascuola si decideva di associare il lavoro all’interno della scuola di una psicopedagogista. Il Progetto “Punto e Virgola”si rivolgeva a tutti i bambini frequentanti la scuola primaria e la scuola secondaria di primo grado di Sovere, interessati alla proposta. Il Progetto intendeva attivare uno spazio extra scuola che proponesse, in orario pomeridiano, attività di assistenza allo svolgimento individuale dei compiti, associate ad attività di tipo ludico, ricreativo e animativo, espressivo e culturale, di ricerca e di laboratorio e che attraverso la figura di uno psicopedagogista si raccordasse con la programmazione scolastica sviluppando in particolare progetti mirati da sviluppare a scuola e nel servizio extra scuola) per bambini che incontravano un qualche tipo di ostacolo o di rallentamento nei processi di apprendimento contribuendo alla prevenzione della dispersione scolastica. Per brevità focalizziamo la nostra attenzione su questo intervento che integrato al progetto extrascuola rappresentava secondo noi l’aspetto più innovativo del progetto. L’intervento psicopedagogico si rivolgeva agli alunni, agli insegnanti e ai genitori della scuola primaria e secondaria di primo grado di Sovere . La metodologia dell’intervento psicopedagogico prevedeva: Per gli alunni - Osservazione pedagogica a scuola e nello spazio extra - scuola finalizzata alla lettura e a cogliere le dinamiche relazionali e di gruppo - Osservazione diretta dell’alunno e delle modalità personali di apprendimento - Sportello di ascolto e consulenza, per gli alunni della scuola secondaria di primo grado Per gli insegnanti - Predisposizione di griglie di rilevazione per le segnalazioni di alunni svantaggiati da compilarsi a cura degli insegnanti di classe. - Incontri per gli insegnanti per individuare le problematiche di cui l’alunno era portatore, analisi dei dati a disposizione e degli interventi già effettuati e/o prospettati, definizione delle aspettative; - Raccolta dati e valutazione congiunta con lo staff insegnanti o i componenti di esso interessati a formulare ipotesi di lavoro; - Le ipotesi di lavoro venivano tradotte in progetti o interventi specifici che venivano coordinati dalla psicopedagogista - Verifica e valutazione dell’azione di recupero intrapresa dagli insegnanti Per i genitori - Incontri con gli insegnanti e/o la psicopedagogista finalizzati a una migliore definizione della situazione dell’alunno; - Condivisione del progetto educativo individuale e del gruppo classe con i genitori Per gli educatori del Servizio extra scuola La psicopedagogista aveva un ruolo nel servizio extra scuola di supervisione tecnica dell’equipe degli educatori. Presentava all’equipe i progetti educativi individuali che vedevano il coinvolgimento del servizio extra scuola per il perseguimento degli obiettivi educativi prefissati. Il Servizio oltre a inserire bambini segnalati dalla scuola costruendo una collaborazione tra psicopedagogista – insegnanti –famiglia –educatori inseriva anche bambini segnalati dai servizi sociali con problemi relazionali in situazione di sostegno sociale. Anche in questo caso era prevista una procedura per attivare la collaborazione. L’Assistente Sociale o l’Educatrice Professionale dell’Ufficio di Piano che seguiva il caso, interessata a costruire un percorso risocializzante per un minore con problemi relazionali che potesse coinvolgere il servizio extra scuola poteva contattare direttamente il Responsabile del servizio di professione Assistente Sociale, chiedendo un appuntamento. Dopo un incontro preliminare in cui si decideva se coinvolgere nel progetto altre figure insegnanti, psicopedagogista, famigliari ecc.) si provvedeva a stendere il progetto individuale che prevedeva tempi e obiettivi del progetto e verifiche congiunte da attuare. Si prevedeva comunque di non superare la soglia di 10 bambini con difficoltà inseriti dalla psicopedagogista o dai servizi sociali) per riuscire a condurre correttamente le attività prefissate e in modo che il Servizio non venisse connotato negativamente dalle famiglie, creando una nuova situazione di non integrazione. Le risorse e le competenze attivate oltre agli Educatori Professionali, sono state un Assistente Sociale e un Psicopedagogista. L’attenzione principale è sempre stato il coinvolgimento volontario di insegnanti e famiglie, non si è mai imposto alcun progetto educativo e non si è mai fatta particolare pressione per attuarlo. Sono stati inseriti 12 bambini con vari disturbi di apprendimento su 28 bambini frequentanti. Il progetto di fatto prosegue da 3 anni, i bambini con difficoltà sono i più assidui frequentatori del progetto extra scuola. L’attività della psicopedagogista è ormai finanziata interamente con fondi della scuola, ma continua ad esserci integrazione tra scuola ed extra scuola. Il secondo anno il progetto non è stato più finanziato con fondi della legge 23/99, di fatto si è costituito un gruppo di circa 40 persone del paese che organizzando feste, tombole, lotterie sostiene economicamente il progetto. Il Comune continua a dare oltre che tutto il sostegno logistico per l’organizzazione degli eventi, la struttura dell’ex scuola che ospita il progetto, riscaldamento ed elettricità, e continua ad assicurare i trasporti dalla scuola al centro e dal centro a casa dei bambini iscritti. Un punto di debolezza del progetto sono sicuramente i costi, che si aggirano sui 45.000 € l’anno. Noi continuiamo a pensare che la qualità si paga, ma paga anche in termini di risultato.
Ulteriori informazioni

Referente: Poloni Renato Luca
Tel.: 340 5183376    E-mail: renpol@tiscali.it
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