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Bacheca - Esperienze

2010
Progetto o servizio al quale è riferita

Servizi “Non solo compiti” di Piazza Brembana, Olmo al Brembo e Branzi
Ente titolare

Parrocchia di San Martino Oltre la Goggia in Piazza Brembana e Lenna
Ente gestore

Parrocchia di San Martino, Parrocchia di Olmo al Brembo, Parrocchia di Branzi
“Mamme ai fornelli” Spazi Non Solo Compiti AVB

Nel 2009 apre il terzo spazio Non Solo Compiti dell’Alta Valle Brembana: dopo Piazza Brembana e Branzi è la volta di Olmo al Brembo. È un’apertura importane perché completa l’offerta dei servizi extrascuola in Alta Valle promossa dalle Parrocchie, per cui l’apertura di tre poli distinti ma in costante dialogo fra loro) permette di raggiungere più ragazzi possibili. Per la stessa ragione nei tre Spazi sono stati attivati dei servizi mensa per coloro che non avrebbero la possibilità di recarsi a casa per pranzo dopo la scuola e ritornare in parrocchia per le attività di Non Solo Compiti. Questo bisogno è particolarmente vero per lo Spazio Non Solo Compiti di Olmo al Brembo perché raccoglie ragazzi provenienti da molti paesi diversi e soprattutto lontani fra loro, inoltre solo una minima parte degli iscritti proviene dal paese di Olmo, punto di raccolta per la maggioranza per la scuola ed anche per le iniziative vicariali rivolte ai giovani e ai giovanissimi. Si tratta dunque di attivare un servizio mensa per circa 25 ragazzi che subito dopo la scuola arrivano presso i locali dove si svolge il servizio Non Solo Compiti: sono le aule e il salone polivalente che il comune di Olmo mette a disposizione per le iniziative parrocchiali ma…dove cucinare per così tante persone? Fortunatamente nei nostri paesi non mancano gruppi attivi ed attenti alla vita della comunità, in questo caso il gruppo degli Alpini che, avendo appena ristrutturato la propria sede adiacente al salone, concede a Non Solo Compiti l’utilizzo della nuova cucina attrezzata per i grandi numeri. Una volta trovati gli spazi si tratta di trovare i cuochi…i don e gli educatori? Non sembra una grande idea…allora si pensa di chiedere aiuto ai genitori: nell’incontro di presentazione del progetto si chiede la disponibilità ad alcune mamme per cucinare a turno per i ragazzi che frequenteranno il servizio Non Solo Compiti. Il gruppo è costituito da quattro mamme che prendono a cuore questo impegno. Abbiamo chiesto di raccontare le impressioni e i pensieri che hanno attraversato e attraversano questa esperienza: la prima cosa che queste mamme riportano è l’iniziale insicurezza dovuta al dover cucinare per così tante persone, preoccupazioni molti pratiche cosa piace di più ai ragazzi, quanta pasta cuocere, come organizzare i tavoli, che tempi tenere, etc…) che hanno poi lasciato spazio al piacere di ritrovarsi e di fare qualcosa di concreto per gli altri. La motivazione che le spinge è quella di rispondere ad una richiesta, ad un bisogno reale dei ragazzi, con la disponibilità a dare del tempo gratuitamente per un progetto che riconoscono come necessario per far incontrare i propri figli e tutti i ragazzi in generale. Ad un anno di distanza dall’inizio di questa avventura, al rinnovo dell’impegno per il nuovo anno di apertura del servizio, ci raccontano di scoperte e sorprese vissute in questa esperienza: la possibilità di dialogare con altre mamme rispetto ai figli, ai vissuti personali, l’importanza del confronto, il piacere di collaborare, l’opportunità di conoscere meglio i propri figli grazie al contesto diverso da quello famigliare, la possibilità di entrare in contatto con diversi ragazzi e di poter essere davvero utili. Il punto di forza di questa iniziativa sta sicuramente nella sua ricaduta molto pratica e il fatto di aver chiesto di mettere in campo delle risorse personali molto orientate ad uno scopo. Rendere partecipi i genitori attraverso la quotidianità di alcuni gesti sembra essere una strategia efficace per poter gestire vivere i servizi Non Solo Compiti come imprese di comunità dove ad ognuno è chiesto di mettere a disposizione la propria specificità. Come ci racconta una mamma “si tratta di cominciare e buttarsi, anche se non si è sicuri, perché poi si scopre che è una bella esperienza”. Il rammarico che però è anche un desiderio) di queste mamme traccia anche la direzione del lavoro futuro: “sarebbe bello essere in più persone e coinvolgere anche altre mamme, favorire la partecipazione e la disponibilità degli altri genitori”, “spesso noi adulti chiediamo ai ragazzi di fare cose che noi non facciamo: essere aperti e disponibili, prendersi impegni e collaborare anche con persone che non conosciamo”
Ulteriori informazioni

Referente: Agape Annalisa
Tel.: 3283855425    E-mail: supernova.1980@tin.it
Un punto di incontro per chi opera per il diritto dei ragazzi e delle ragazze all’apprendimento e alla cultura